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L'insieme degli edifici costituenti il sito di 'Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale' rappresenta un esempio materiale di convivenza, interazione e interscambio tra diverse componenti culturali di provenienza storica e geografica eterogenea.

Tale sincretismo ha generato un originale stile architettonico e artistico, di eccezionale valore universale, in cui sono mirabilmente fusi elementi bizantini, islamici e latini, capace di volta in volta di prodursi in combinazioni uniche, di eccelso valore artistico e straordinariamente unitarie. Il sincretismo arabo-normanno ebbe un forte impatto nel medioevo, contribuendo significativamente alla formazione di una koinè mediterranea, condizione fondamentale per lo sviluppo della civiltà mediterraneo-europea moderna".

(© Dossier di Candidatura per l'iscrizione nella World Heritage List del sito seriale Palermo Arabo- Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale, dicembre 2014)

Itinerario UNESCO Arabo -Normanno: Palazzo Reale e Cappella Palatina - Chiesa di san Giovanni degli Eremiti - Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio (detta Chiesa della Martorana) - Palazzo della Zisa - Chiesa di San Cataldo - Ponte dell’Ammiraglio - Cattedrale di Palermo - Cattedrale di Monreale e Chiostro - Cattedrale di Cefalù e Chiostro

Palermo – Cosa fare

Palazzo dei Normanni

Costruito nel IX sec. su resti punici e romani costituisce da sempre la sede del potere palermitano e siciliano, sede degli Emiri, Re e Vicerè oggi sede del parlamento della Regione. Dentro palazzo dei Normanni, si possono visitare le sale di Ruggero, sala Gialla, Rossa, del Duca Montalto, d'Ercole, Pompeiana e la meravigliosa Cappella Palatina.

Cappella Palatina

Realizzata nel 1130, anno in cui viene incoronato Ruggero II è adornata da splendidi mosaici bizantini ed è lʼemblema culturale e politico della dominazione normanna a Palermo. Capolavoro assoluto sono i mosaici, realizzati in foglie dʼoro incollate a tessere di vetro, accorgimento che li rende particolarmente brillanti

Palermo – Cosa fare
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San Giovanni degli Eremiti

Costruita da Ruggero II tra il 1130 e il 1148, re normanno che considerava lʼarte come “strumento di regno”, è famosa per le sue cupole rosse tipiche dellʼarte araba-fatimita. Le cupole rotonde (il cielo) su torri quadrate (la terra), rappresentano probabilmente il luogo simbolo di Palermo. Un piccolo chiostro è nel giardino che circonda la chiesa ricco dei profumi e dei colori esotici del gelsomino, dellʼarancio e del melograno.

Cattedrale di Palermo

Edificata nel 1184 conserva la sua struttura originale nonostante le alterazioni susseguitesi nei secoli di cui la principale alla fine del ʻ700 con lʼaggiunta delle navate laterali e della cupola barocca. Allʼinterno tra le sculture del Gagini, le tombe di Enrico VI, Federico II, Ruggero II e di Costanza DʼAragona, anche passi del Corano incisi in una colonna insieme allʼurna dʼargento che conserva le reliquie di S. Rosalia protettrice di Palermo.

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Chiesa di Santa Maria dellʼAmmiraglio

detta “la Martorana”. Questʼultima è senza dubbio una delle chiese più belle di Palermo, soprattutto per i magnifici mosaici bizantini che decorano le parti interne. Deve il suo soprannome per essere stata ceduta, in età aragonese, al monastero fondato da Eloisa Martorana, monastero benedettino famoso per la preparazione della frutta di marzapane, da qui detta martorana, che ancora oggi ci rallegra gli occhi e il palato.

Chiesa di S. Cataldo

Di fronte alla chiesa della Martorana, costruita nel 1160 durante il periodo normanno, conserva le forme originarie con le tre cupolette rosse di ispirazione araba. L'interno, molto suggestivo, anche se non ricoperto da mosaici, è nudo, e rende in questo modo chiara la struttura rettangolare divisa in tre navate da sei colonne, con capitelli vari. Il pavimento a mosaico è l'originale. La chiesa è attualmente sede dell’ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro.

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Castello della Zisa

La Zisa delle origini era una residenza estiva creata nelle vicinanze della città per il riposo e lo svago del sovrano. Nelle sale del Museo dʼarte islamica sono esposti alcuni significativi manufatti di matrice artistica islamica provenienti da paesi del bacino del Mediterraneo. Tra questi sono di particolare rilevanza le eleganti musciarabia (dall'arabo masrabiyya), paraventi lignei a grata (composti da centinaia di rocchetti incastrati fra di loro a formare, come merletti, disegni e motivi ornamentali raffinati e leggeri) e gli utensili di uso comune o talvolta di arredo (candelieri, ciotole, bacini, mortai) realizzati prevalentemente in ottone con decorazioni incise e spesso impreziosite da agemine (fili e lamine sottili) in oro e argento. E' possibile visitare anche lo splendido giardino della Zisa, completamente restaurato, con l'imponente vasca d'acqua ed i suoi caratteristici zampilli.

Duomo di Monreale

Capolavoro architettonico dell'età normanna, nel quale espressioni della cultura islamica, bizantina e romanica concorrono a realizzare una delle più alte creazioni del Medioevo italiano. Fu fondato da Guglielmo II nel 1174 e rapidamente portato a compimento insieme all'abbazia, al palazzo reale e al palazzo arcivescovile, con i quali forma un unico organico complesso. Le pareti delle navate,del santuario,delle absidi sono tutte rivestite di mosaici a fondo d'oro. Nell'abside mediana, in alto nel catino, la figura colossale a mezzo busto del Cristo Pantocratore.

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Chiostro di Monreale

Il Chiostro dell'antico convento dei Benedettini, anch'esso voluto da Guglielmo II. Gli archi ogivali del portico sono sostenuti da 228 colonne di svariata ornamentazione, molte con intarsi a mosaico, altre intagliate ad arabeschi. I capitelli sono istoriati con figure e rappresentazioni bibliche.

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Ponte dell’Ammiraglio

- Il ponte dell'Ammiraglio è un ponte a dodici arcate di epoca normanna visibile dall'attuale corso dei Mille a Palermo. Venne completato intorno al 1131 per volere di Giorgio d'Antiochia, ammiraglio del re Ruggero II di Sicilia, un anno dopo la nascita del Regno di Sicilia, per collegare la città (divenuta capitale) ai giardini posti al di là del fiume Oreto[1]. Il 27 maggio dell'anno 1860, nel corso della Spedizione dei mille, Garibaldi proprio su questo ponte e nella vicina via di porta Termini si scontrò con le truppe dei Borbone, lì posizionate perché rappresentava un punto d'ingresso alla città per chi veniva da sud, in quel caso anche Garibaldi proveniva dal Monte Grifone e precisamente dalla frazione di Gibilrossa. Ciò provocò l'insurrezione di Palermo.

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